Satricum Storia - Satricum, tra commerci, culto e influenze greche e italiche, diventò una delle città più importanti del Latium Vetus.



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Satricum Storia

 


 Fu fondata dai Latini(?) con forse il nome Pometia(?) sulle sponde del fiume Astura(?), navigabile e unico grande corso d'acqua del tempo tra il fiume Tevere e il Monte Circeo, e proprio tale posizione, tra commerci, culto e influenze etrusche, greche e italiche, la fece diventare una delle città più importanti del Latium Vetus. Poi fu soggiogata dai Volsci(?) , che le dettero il nome di Satricum, ed infine conquistata dai Romani che tra alleanze bilaterali, leghe e guerre, emersero tra tutte le popolazioni latine.

 
 
 
 


 Una città che ha vissuto il suo splendore in un periodo abbastanza turbolento, in bilico tra identità Italica e conquiste Romane ma che ha sempre avuto come punto fermo della sua identità il Tempio della
Mater Matuta(?), centro nevralgico della religione della pianura intera. Tuttavia il sito non era solo il suo tempio, ma come detto, era una vera e propria città che gli scavi archeologici stanno portando alla luce.


 
 
 
 


La storia della città può suddividersi in vari periodi: il primo è quello di un insediamento di capanne con una popolazione latina (X-IX sec.); il secondo periodo, di dominazione culturale etrusca, vide lo sviluppo di una città vera e propria (VII-VI sec.); il terzo è quello di un insediamento volsco (V-IV sec.); nel quarto e ultimo periodo, di dominazione romana, la città era ormai distrutta. Continuavano invece le celebrazioni del culto nel tempio e la vita nelle aziende agricole (IV sec. a.C. - IV d.C.).

 
 
 
 


Sappiamo da Dionisio di Alicarnasso, lo storico greco che scriveva una lunga storia di Roma al tempo di Augusto, che Satricum partecipò, nel 499 a.C., alla grande congiura delle trenta città latine vicine a Roma, congiura ordinata dallo scacciato re Tarquinio il Superbo al fine di riconquistare il suo trono.
 Incontriamo poi il nome di Satricum, insieme ad altre località vicine, in un elenco che si riferisce alla leggendaria avanzata, nel 488 a.C., dell'esule romano Gneo Marcio Coriolano dalla città di Anzio (Antium) contro Roma.  Il porto marino di Antium, che serviva da base per le operazioni di Coriolano, era in quel periodo nelle mani di un popolo contro il quale i Romani, per circa 200 anni, conducevano una guerra quasi ininterrotta, i Volsci.
Soltanto 13 km. da Anzio, nell'entroterra, era situata Satricum, sul fiume Astura che sbocca nel mare proprio a sud di Anzio. Non ci meraviglia, dunque, di leggere in Livio ed in Dionigi di Alicarnasso che Coriolano, dopo aver preso la colonia romana di Circeii, situata sulla costa a sud di Antium, si sia in seguito diretto verso l'entroterra ed abbia conquistato come prima città Satricum.  Satricum non verrà più ricordata dalle nostre fonti per quasi un secolo. Questa strana circostanza si spiega con gli sviluppi delle guerre tra i Romani ed i Volsci nel V. sec. a. C. .


 
 
 
 


Seguirono le incursioni galliche dopo le quali riprese la contesa tra Romani e Volsci fino a quando i primi conquistarono definitivamente Satricum nel 346 a.C. e questa diventò esclusivamente luogo di culto. Il tempio apparirà ancora una volta nella cronaca, durante la seconda guerra punica (218-201 a.C.), quando Annibale, minacciando Roma, attraversò l'Italia : Livio racconta che i Romani considerarono come cattivo presagio la caduta di un fulmine sul tempio della Mater Matuta, avvenuta nel 207 a.C. E quest' anno è anche l'ultima data storica che ci venga tramandata riguardo a Satricum.



 
 



Marijke Gnade, Direttrice scavi archeologici

 
 
 
 
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